Il mercato dei libri scolastici usati sta vivendo una trasformazione profonda. Le famiglie italiane non cercano più semplicemente come risparmiare sull’acquisto dei testi scolastici: sempre più spesso pianificano già la loro futura rivendita. È quanto emerge da una ricerca dell’Osservatorio NetStrategy, basata sull’analisi delle ricerche effettuate dagli italiani su Google negli ultimi cinque anni e sui volumi medi registrati tra agosto 2025 e luglio 2026.
L’evidenza più significativa riguarda la crescita delle query legate alla vendita dei libri usati: “vendere libri scolastici” (+50%), “vendere libri scolastici usati” (+50%), “vendere libri usati” (+50%), “vendere libri usati scolastici” (+50%). Un dato che racconta una nuova mentalità: il libro scolastico non viene più considerato soltanto un costo da sostenere all’inizio dell’anno, ma un bene da valorizzare anche al termine del suo utilizzo. Una vera e propria svolta per il mercato circolare dei libri scolastici. Il fenomeno assomiglia sempre più a quanto già avviene in altri mercati dell’usato, dagli smartphone all’elettronica di consumo. Le famiglie acquistano, utilizzano e successivamente rivendono i libri per recuperare parte della spesa iniziale. Una strategia necessaria per abbattere il più possibile il costo dell’istruzione dei figli, in un momento in cui il carovita mette a dura prova la capacità di spesa dei genitori. La crescita simultanea delle ricerche dedicate all’acquisto e alla rivendita suggerisce infatti che il consumatore non ragiona più soltanto in termini di risparmio immediato, ma considera il valore residuo del prodotto.
L’altra grande novità riguarda il comportamento digitale degli utenti. Per anni il percorso tipico era semplice: chi voleva spendere meno cercava genericamente “libri scolastici usati”. Oggi qualcosa è cambiato: ci si rivolge direttamente alle piattaforme che conoscono e ritengono affidabili, senza passare dalla categoria generica. Il caso più evidente riguarda Libraccio. La keyword “libraccio libri scolastici” genera circa 50.000 ricerche mensili, mentre la ricerca generica “libri scolastici usati” si ferma intorno alle 5.000 ricerche mensili. In pratica, gli utenti sembrano sapere già dove vogliono acquistare e rivendere i propri libri. A confermarlo è anche la crescita registrata da query molto specifiche come: “libraccio” (+40%), “libri usati libraccio” (+50%), “libraccio libri usati” (+40%), “libraccio libri scolastici” (+40%) e “libraccio libri scolastici usati” (+40%).
Accanto agli operatori storici emergono inoltre nuovi segnali di mercato. Tra le query in crescita compaiono infatti “vinted libri scolastici”, “vinted libri usati”, “amazon libri scolastici”, “momox”. I volumi restano ancora limitati rispetto ai leader del settore, ma indicano un fenomeno interessante: gli utenti iniziano a considerare marketplace nati per altre categorie merceologiche come possibili canali per la compravendita dei testi scolastici. Anche realtà più specializzate come Bancolibri e Libreria Baldini mostrano tassi di crescita rilevanti, segnale di un mercato in continua evoluzione.
L’analisi
«Il dato più interessante non è semplicemente che gli italiani l’usato in modo diverso, ma che stiano iniziando a ragionare sul libro come su un bene con un proprio valore residuo – spiega Stefano Robbi, ceo di NetStrategy –. In altre parole, cambia la domanda che il consumatore si pone: non più soltanto “quanto posso risparmiare acquistando un libro usato?”, ma anche “quanto potrò recuperare quando avrò finito di utilizzarlo?”. È un passaggio importante, perché trasforma l’acquisto da una decisione legata esclusivamente al prezzo a una scelta che tiene conto dell’intero ciclo di vita del prodotto. Questo aiuta anche a spiegare perché crescano le ricerche legate alla vendita e, parallelamente, quelle che fanno riferimento direttamente alle piattaforme. L’utente è sempre meno interessato a orientarsi in una generica categoria dell’usato e sempre più propenso a individuare subito il luogo in cui comprare o rivendere. È un comportamento tipico dei mercati che stanno maturando: quando il consumatore acquisisce familiarità con il processo, la ricerca si sposta dal “cosa sto cercando?” al “dove posso farlo nel modo più semplice e affidabile?”. Nel caso dei libri scolastici, questo potrebbe segnare il passaggio da un mercato dell’usato occasionale a un ecosistema più strutturato e circolare».
Metodologia
L’analisi è stata realizzata dall’Osservatorio NetStrategy utilizzando dati Google Trends relativi agli ultimi cinque anni e dati Google Keyword Planner riferiti al periodo agosto 2025-luglio 2026.
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